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Archive for Luglio, 2015

Ministero del Lavoro, i dati sull’attività ispettiva nel primo semestre 2015

Luglio 29, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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Attività ispettiva: nel primo semestre 2015 contestati illeciti a più di 40mila aziende; riscontrate irregolarità nel 59% delle imprese ispezionate; contestato l’impiego di oltre 18.000 lavoratori “in nero”

Per il periodo estivo vigilanza potenziata nei luoghi di maggiore concentrazione turistica

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva rende noti i risultati dell’attività di vigilanza svolta dagli ispettori del lavoro delle Strutture territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel I° semestre 2015.

L’esame dei dati evidenzia che l’azione degli ispettori del Ministero è proseguita, nel periodo in questione, coerentemente con la quantificazione degli obiettivi e con l’individuazione delle linee prioritarie di intervento definite nel Documento di programmazione della vigilanza per l’anno 2015, presentato in occasione della Commissione Centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza presieduta dal Ministro.

I risultati conseguiti nel I° semestre confermano, infatti, una costante ed incisiva azione ispettiva, che sull’intero territorio nazionale ha registrato 75.890 accessi ispettivi, cui vanno aggiunti 3.882 accertamenti in materia di Cassa Integrazione Straordinaria, di Cassa Integrazione in deroga, di Contratti di Solidarietà e di Patronati.

Con specifico riferimento all’attività di vigilanza, l’esito delle verifiche definite nel periodo in discussione ha fatto registrare la contestazione di illeciti a carico di 40.449 aziende, con un tasso di irregolarità di circa il 59% delle imprese ispezionate, con un sensibile aumento rispetto al primo semestre dell’anno precedente.

Tale ultimo dato conferma, pertanto, l’efficacia della attività di intelligence svolta dagli organi di coordinamento, mirata alla individuazione di obiettivi e settori particolarmente nevralgici nei confronti dei quali orientare la vigilanza.

Più nel dettaglio, in occasione delle verifiche ispettive è stato contestato l’impiego di 18.215 lavoratori “in nero” e sono state sospese 3.873 aziende per l’utilizzo di personale non dichiarato in misura pari o superiore al 20% di quello presente al momento dell’accesso.

Altre rilevanti violazioni riscontrate nel periodo da gennaio a giugno 2015 hanno riguardato l’accertamento di fenomeni interpositori e appalti illeciti (3.416 lavoratori) e comportato la riqualificazione di rapporti di lavoro fittizi (3.834).

Inoltre, sono state contestate numerose infrazioni in materia di orario di lavoro (4.499), con un sensibile aumento, rispetto al corrispondente semestre dell’anno 2014 e in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con 13.330 violazioni prevenzionistiche riscontrate.

Si segnala, altresì, il notevole incremento delle irregolarità, di natura penale, relative alla tutela delle lavoratrici madri e all’impiego di lavoratori extracomunitari clandestini.

Vigilanza INPS/INAIL

Per quanto concerne l’attività degli Istituti, l’INPS registra, nei primi sei mesi dell’anno, 20.718 imprese ispezionate, di cui 17.268 irregolari.

L’Istituto ha inoltre accertato la presenza di 9.481 lavoratori “in nero” ed una contribuzione non versata pari ad euro 484.323.372.

L’INAIL ha invece effettuato 10.241 ispezioni, di cui 9.019 hanno evidenziato delle irregolarità. I lavoratori “in nero” accertati sono stati 3.698 mentre i premi non versati ammontano ad euro 45.477.238.

Seppure, rispetto ad alcuni dati del 2014, l’attività degli Istituti, in particolare dell’INPS, registri in termini assoluti una leggera contrazione, rimane alto il rapporto tra accessi ispettivi e imprese irregolari, a testimonianza della efficacia dell’azione di vigilanza.

Vigilanze straordinarie

Con l’occasione si segnala che, per il periodo estivo, la Direzione generale per l’Attività Ispettiva ha predisposto un potenziamento dell’attività di vigilanza nei luoghi di maggior concentrazione turistica – tra i quali si segnalano la riviera romagnola, ligure, il Salento, il Cilento e la Costa Smeralda – al fine di garantire un adeguato livello di tutele nei confronti dei lavoratori impiegati in attività stagionali e di scongiurare possibili fenomeni di dumping.

Resta inoltre massima l’attenzione del personale ispettivo su specifici comportamenti elusivi della disciplina in materia di somministrazione transnazionale di lavoro (i cosiddetti “contratti romeni”) e di ricorso all’esonero contributivo previsto dalla L. n. 190/2014 (legge di stabilità, che prevede l’esonero triennale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che attivano nuove assunzioni a tempo indeterminato nel corso del 2015). Sul punto la Direzione generale per l’Attività Ispettiva aveva infatti già fornito indicazioni al personale ispettivo, rispettivamente, con circ. n. 14/2015 e lettera circolare del 17 giugno 2015.

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[Tratto da: lavoro.gov.it ]

Durc on-line

Luglio 18, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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Nelle prime due settimane oltre 193 mila richieste di certificazione,  il 67,86% ha ottenuto il rilascio immediato del Documento

Esordio positivo per il Durc on-line, la nuova procedura semplificata di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva. Nelle prime due settimane dall’avvio dell’operatività, scattata il 1° luglio, sono state 193.924 le richieste della certificazione pervenute ai tre enti gestori della procedura (Inps, Inail e Casse Edili). Per 131.597 (pari al 67,86%) c’è stato il rilascio immediato del Durc che, è utile ricordarlo, ha validità di quattro mesi e può essere utilizzato per ogni finalità richiesta dalla legge senza bisogno di richiederne uno nuovo ogni volta. Un dato positivo, perché attesta, già nell’immediato, un’elevata percentuale di conformità ai requisiti di legge da parte delle imprese.

Per le restanti 62.327 richieste (pari al 32,14% del totale) è stata avviata un’istruttoria che nel 20% circa dei casi si conclude entro le 72 ore dalla presentazione della domanda con il rilascio di un Durc regolare. Per il restante 80%, le aziende vengono invitate a regolarizzare la propria posizione in quanto è stata verificata una situazione di mancato versamento contributivo o, comunque, di non conformità ai requisiti previsti dalla legge.

“I risultati positivi di questi primi giorni – sottolinea il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti – ci confermano la bontà della scelta di costruire la nuova procedura di rilascio del Durc, frutto di un’impegnativa attività comune di Ministero, Inps, Inail e Casse Edili per la completa informatizzazione e la creazione di collegamenti tra le diverse banche dati. Una procedura che riduce i tempi per l’ottenimento della certificazione e, di conseguenza, consente risparmi significativi, in termini di impiego di ore di lavoro, per le imprese, le pubbliche amministrazioni ed i soggetti tenuti al rilascio del Durc”.

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[Tratto da: Durc on-line ]

Rilascio accidentale di sostanze pericolose: come gestire l’emergenza

Luglio 14, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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Durante il trasporto di merci pericolose potrebbe verificarsi il rilascio accidentale di prodotti e sostanze: quali possono essere le cause? Come prevenirle? Quali procedure mettere in atto? Quali controlli fare per riconoscere eventuali anomalie?

Una situazione di emergenza che potrebbe verificarsi durante il trasporto di merci pericolose, con conseguenze per la sicurezza e salute degli addetti, è correlata al rilascio accidentale di prodotti e sostanze; rilascio dovuto, ad esempio, alla corrosione o ad anomalie del contenitore o dell’imballaggio. Dunque è necessario che gli addetti al trasporto conoscano i comportamenti adeguati da mettere in atto per la prevenzione e la gestione di questa tipologia di emergenza.

Il rilascio di merci pericolose può essere originato da diverse cause, sia interne che esterne. Ad esempio “un recipiente, un contenitore, un imballaggio possono perdere, trafilare o corrodersi, indi rilasciare il contenuto all’esterno. Spesso, la perdita può essere inizialmente limitata, e un intervento sollecito può evitare evoluzioni massicce”.
Ma non bisogna dimenticare che “la perdita di contenimento, con rilascio in ambiente esterno, può essere determinata anche da altre cause, quali: urto, incidente, collisione, caduta o inforcamento accidentale durante la movimentazione”. E una causa molto pericolosa di rilascio “può essere un incendio, il quale può esercitare effetti contemporanei e catastrofici: indebolire o bruciare i contenitori e gli imballaggi, far esplodere i contenitori chiusi per effetto dell’aumento di pressione interna; le sostanze pericolose che fuoriescono possono a loro volta alimentare l’incendio, se infiammabili, combustibili o comburenti”.
A volte anche eventi meteorologici estremi (piogge, inondazioni, …) possono “determinare la fuoriuscita di materiali pericolosi”.
La prima cosa da fare, nella gestione del rischio di rilascio, è quella di adottare tutte le possibili misure di prevenzione spesso costituite da corrette modalità di immagazzinamento e stoccaggio. In questo senso ad esempio:
– “gli inforcamenti e le cadute possono essere diminuiti mediante la formazione degli addetti e l’adozione di apposite attrezzature a pinza per i fusti;
– i rovesciamenti di bancali, invece, controllandone l’integrità, migliorando i carrelli e gli spazi e aumentando la formazione degli operatori;
– le cadute dagli scaffali, infine, migliorando le procedure di magazzinaggio, modificando in certi casi gli scaffali e, anche in questo caso, aumentando la formazione”.
Come comportarsi in caso di rilascio accidentale?
In caso di rilascio accidentale di merce pericolosa, “è necessario intervenire prontamente! Ogni ritardo o sottovalutazione possono contribuire all’aggravamento delle conseguenze”. E bisogna ricordare che se “le informazioni contenute nella scheda dati di sicurezza del prodotto rilasciato possono aiutare alla gestione in sicurezza degli eventi”, occorre tuttavia “integrare le istruzioni e le informazioni specifiche con le procedure di sicurezza e con i piani di emergenza aziendali”.
Infatti è necessario “allertare i responsabili e operare secondo la procedura di recupero o bonifica aziendale, in altre parole attivare il piano di emergenza”.
Il documento riporta poi una successione di comportamenti da attuare in caso di rilascio accidentale:
– identificare la sostanza/miscela e i pericoli: “quando si verifica il rilascio di una sostanza (o miscela) pericolosa, occorre in primo luogo identificarla e identificare i pericoli a essa associati. Un’identificazione errata può determinare interventi non corretti o controproducenti, o indurre ad azioni non necessarie. Oltre a quanto indicato sull’etichetta, sulla targa identificativa o nella segnaletica predisposta localmente, le specifiche sezioni 1 e 2 della scheda dati di sicurezza forniscono un valido aiuto. Nella sezione 9 (proprietà fisiche e chimiche), sono reperibili ulteriori informazioni sulla sostanza/miscela”;
– adottare strumenti e dispositivi di protezione adeguati: “nella sezione 8 della SDS sono indicati, con il loro riferimento, eventuali parametri specifici di controllo (valori limite di soglia o TLV, indicatori biologici di esposizione o IBE) e le informazioni in merito ai procedimenti di controllo, indicandone i riferimenti. Nel caso in cui occorra una protezione individuale, sono indicati i DPI e il tipo di equipaggiamento in grado di fornire un’adeguata protezione”. Ad esempio: protezione delle vie respiratorie (“in caso di gas, vapori o polveri pericolosi, attrezzature quali autorespiratori, maschere con filtri adatti”), protezione delle mani (“tipo di guanti da indossare durante la manipolazione del prodotto, con eventuali accorgimenti supplementari per la protezione delle mani”), protezione degli occhi (“tipo di dispositivo richiesto per la protezione degli occhi, quali occhiali, visiera o schermo facciale”), protezione della pelle: ove non si tratti delle mani (“grembiule, stivali, indumenti protettivi completi”). Sono poi “indicate altresì eventuali misure di igiene particolari e, ove necessario, il riferimento alle relative Norme tecniche”;
– utilizzare metodi e sistemi consoni per la gestione del rilascio: “nella sezione 6 della SDS, sono indicate le misure in caso di fuoriuscita accidentale. A seconda della sostanza/miscela in questione, possono essere fornite informazioni in merito alle seguenti precauzioni: precauzioni individuali (necessità di rimozione delle fonti di ignizione, predisposizione di un’adeguata ventilazione o di una protezione respiratoria, metodi di lotta contro le polveri, prevenzione del contatto con la pelle/occhi); precauzioni ambientali (tenere il prodotto lontano da scarichi, acque di superficie e sotterranee e suolo, eventuale necessità di dare l’allarme al vicinato)”;metodi di pulizia (uso di materiale assorbente, “riduzione di gas/fumi sviluppatisi mediante lavaggio con acqua o diluizione)”. È poi utile anche consultare la sezione 16 “Altre informazioni” che riporta altri dati che potrebbero essere rilevanti per la salute, la sicurezza e l’ambiente;
– smaltire correttamente:  “nella sezione 13 della SDS sono riportate le considerazioni generali qualora lo smaltimento della sostanza/miscela comporti un rischio, con una descrizione dei residui e l’informazione sulla loro manipolazione – sotto l’aspetto della sicurezza – e i metodi di smaltimento idonei, compresi quelli per i contenitori contaminati (incenerimento, riciclaggio, conferimento in discarica…). È necessario rispettare le norme sulla gestione dei rifiuti speciali – pericolosi o meno – secondo il tipo di materia. Anche i mezzi assorbenti eventualmente utilizzati, i recipienti residui, i dispositivi di protezione contaminati, devono essere smaltiti correttamente”;
– le conseguenze per l’ambiente: il documento sottolinea che le conseguenze del rilascio di una sostanza/miscela nell’ambiente “possono essere anche rilevanti; esse sono riportate nella sezione 12 della SDS “Informazioni ecologiche”, nella quale sono descritti: gli effetti, il comportamento e la trasformazione nell’ambiente, a seconda della natura del prodotto e degli usi ragionevolmente prevedibili”.
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Infortuni mortali e con feriti gravi in agricoltura, report Osservatorio Inail 2014

Luglio 13, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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ROMA – Il 56% dei casi di infortunio in agricoltura avviene con i trattori, il 49% degli eventi infortunistici con conseguenze gravi in agricoltura coinvolge il trattore, lo stesso trattore è presente nel 51% degli eventi infortunistici in agricoltura con conseguenze mortali.

Sono questi alcuni dei dati pubblicati da Inail nel Report annuale sugli infortuni mortali e con feriti gravi verificatisi in agricoltura nel 2014 nel settore agricolo e forestale, rapporto curato dall’Osservatorio Inail sugli infortuni nel settore agricolo e forestale, curato a sua volta dal dipartimento Inail Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

L’osservatorio

L’Osservatorio in questione è stato istituito da Inail nell’ambito delle proprie attività di ricerca e tra le attività previste dal Piano Nazionale per la Prevenzione in Agricoltura e
Selvicoltura allo scopo di raccogliere e consegnare alla consultazione metodica, dati e informazioni in merito agli infortuni gravi o mortali in agricoltura, che riguardino sia operatori professionalmente addetti che professionalmente non addetti, sia lavoratori assicurati Inail che non assicurati.

Si tratta di un’entità che raccoglie quindi dati di differente provenienza, affiancato in questo anche dal gruppo Agricoltura del Coordinamento tecnico delle Regioni, e che a seconda della tipologia di infortunio, segue le modalità di analisi previste da Infor.Mo, quindi le segnalazioni delle Ausl (Regioni), comunicazioni dell’autorità giudiziaria, quotidiani e agenzie stampa.

I dati

Il rapporto 2014 è strutturato i due parti essenziali: i dati generali sugli infortuni nel settore; dati sulle attrezzature che causano infortuni la cui frequenza è maggiormente rilevante: trattori e motocoltivatori. A loro volta gli stessi dati vengono scorporati e aggregati per: distribuzione regionale degli infortuni; agente materiale; fascia d’età; giorno della settimana;sesso; luogo di accadimento.

Questi alcuni dei numeri segnalati. Sono 427 gli infortuni in agricoltura segnalati dal rapporto per quanto riguarda il 2014. Di questi 189 mortali e 238 con esiti gravi.

Suddividendo tale dato su base regionale, emergono l’Emilia Romagna con 25 morti e 30 feriti, la Lombardia con 17 morti e 35 feriti, l’Abruzzo con 15 morti e 29 feriti, la Campania con 15 morti e 13 feriti, il Lazio con 12 morti e 8 feriti.

Incidenti mortali con il trattore

Come evidenziato in apertura il trattore rappresenta la maggiore causa di infortunio, sia mortale che grave. Le altre macchine che più di frequente sono coinvolte in incidenti sono motocoltivatori/motozappatrici (10,5%), motoseghe 9%. Significativo il dato degli infortuni causati dall’albero cardanico. Un 0,7% del totale degli infortuni, ma gli stessi in questo caso hanno avuto un esito mortale per il 66% dei casi.

Dei 189 casi di infortunio mortale, 121 sono quindi attribuiti a un trattore, 22 ad alberi e piante, 10 a motocoltivatori e motozappatrice, 4 ad attrezzature collegate al trattore, 4 a piattaforma elevabile, 3 a rotoimballatrice, 3 a trattorino rasaerba, 2 all’abero cardanico, 2 a rimorchio, 1 a scala, animali e motosega.

Per quanto riguarda gli incidenti con feriti: trattore 118, motocoltivatore e motozappatrice 35, motosega 31, alberi e piante 17, scala e rimorchio 6, attrezzature trattore 5, balla di fieno 4, piattaforma elevabile 4, mietitrebbiatrice 3, animali 1, albero cardanico 1, trattorino rasaerba 0.

Età degli infortunati: l’esito mortale ha coinvolto 71 volte persone con 66 anni e oltre, 71 50-65, 24 persone tra i 35 e i 49 anni, 14 tra i 18 e i 34 anni e 3 ragazzi minori di 17 anni. 185 gli uomini morti sui 189 casi, 4 le donne; 223 gli uomini feriti sui 238 casi, 15 le donne.

Luogo di accadimento: per quanto riguarda gli infortuni mortali, 98 casi sono avvenuti nei campi, 30 in strada; 108 i casi con esito ferita grave avvenuti i campo, 26 su strada. 30 i casi mortali con luogo non specificato, 60 i feriti su luogo non specificato.

[Tratto da: Infortuni mortali e con feriti gravi in agricoltura, report Osservatorio Inail 2014 ]

 

Informazione al Lavoratore sul significato della Sorveglianza Sanitaria

Luglio 13, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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L’art. 25, comma 1, lettera g) del D.Lvo 81/08 prevede che il Medico Competente:
“fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.”
La mancata informazione ai lavoratori comporta: arresto fino a due mesi o ammenda da 328,80 a 1.315,20 euro [Art. 58, co. 1, lett. b)]
Come effettuare quindi, in modo documentato, questa informazione ? E’ sufficiente un’informazione verbale o è necessario effettuarla in modo scritto?
Sarebbe opportuno che il lavoratore, all’atto della prima visita e alla visita periodica qualora subentrino delle modifiche alla valutazione dei rischi, ricevesse tale informazione, corredata anche dei livelli espositivi, in forma scritta.
Ovviamente anche una variazione dei livelli espositivi comporta una nuova scheda che il Lavoratore potrà conservare anche per avere una cronologia dei fattori di rischio per i quali è visitato.

La sindrome da sospensione inerte

Luglio 08, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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La sindrome da sospensione inerte o ““Harness Hamg Syndrome o Suspension Trauma” può colpire i soggetti che operano su fune, a prescindere dal loro effettivo ed antecedente stato di salute e dalla tipologia di imbracatura utilizzata (full body o torace o “la vita”).

Si può manifestare anche solo dopo pochi minuti dall’effettivo incidente, con effetti visibili quali la perdita di conoscenza dell’incidentato ed il successivo arresto respiratorio, originata dalla sospensione e immobilità del corpo del soggetto imbracato, che determina il “sequestro” del sangue agli arti inferiori con mancato ritorno al cuore per abolizione della “pompa muscolare” e possibile effetto di compressione dei cosciali. In alternativa la perdita di conoscenza può essere determinata anche da un trauma accidentale in fase di caduta e/o da un trauma occorso a seguito di caduta di materiale dall’alto sul soggetto sospeso.

Il trauma accidentale in fase di caduta deriva dal cosiddetto “effetto pendolo” il cui rischio deve essere analizzato anche in fase progettuale per le Regioni/Province Autonome ove è attualmente in vigore l’obbligo normativo di installazione di sistemi anticaduta per opere in copertura.

La caduta infatti può determinarsi con due tipologie aventi gradi di rischio ben diversi e può essere prevista/ consapevole oppure imprevista; per il primo caso il soggetto ha la possibilità seppur per un tempo infinitesimale, di rendersi conto prima dell’immediata conseguenza, riuscendo così a cercare di evitare movimenti scoordinati, diminuendo in modo consistente la possibilità di lesioni gravi. Per la caduta imprevista non vi è possibilità di reagire in via preliminare e la stessa quindi può comportare un alto rischio lesivo.

Il soggetto incidentato, comunque in assenza di traumi evidenti dovuti alla caduta a prescindere che essa possa essere stata “prevista” o “imprevista”, può manifestare sintomi di allarme quali: sudorazioni, vertigini, oppressione toracica, nausea, malessere generale, ecc. veri e propri allert che porteranno nell’arco di alcuni minuti allo stato di shock del soggetto ed alla successiva perdita di conoscenza fino all’ischemia celebrale a distanza di qualche minuto.

Lo sviluppo della sindrome in un tempo così limitato e l’esito mortale della stessa rende necessario l’immediato monitoraggio del soggetto contestualmente alla chiamata dei numeri di emergenza. Quest’ultima opzione però deve essere accompagnata da una procedura di autosoccorso predeterminata, proprio perché le tempistiche di attesa potrebbero comportare la perdita della vita del soggetto o comunque danni irrimediabili al corpo dello stesso.

Questo aspetto rende particolarmente delicati gli interventi svolti da lavoratori autonomi; in questi casi infatti è in capo al Committente l’onere della vigilanza e dell’attivazione del soccorso ed è chiaro che mentre un’impresa deve avere la capacità tecnica, formativa ed informativa del proprio personale su tali rischi e procedure da attivare per il soccorso, questo non può essere possibile con una committenza che comunemente tende ad ignorare anche l’aspetto elementare di vigilanza e attivazione dei soccorsi.

Nel download è disponibile la documentazione prodotta dall’Università degli Studi di Milano Bicocca in merito al Progetto “SOSPESI” condotto da un gruppo di 8 ricercatori presso l’Ambulatorio di Fisiologia Clinica e dello Sport della stessa Università, relativo alla possibilità di insorgenza di sindrome da sospensione inerte in lavoratori e arrampicatori che utilizzano l’imbracatura.

[Tratto da: La sindrome da sospensione inerte ]

Comunicazione- Nuova Sede Operativa a Viterbo

Luglio 06, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

Ottieni i Percorsi

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Siamo lieti di comunicare che ci siamo spostati nella nuova sede operativa di Viterbo in Via Garbini, 82 !!!

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Per maggiori informazioni:

Cell. 349 – 080 32 44

Cell. 333 – 46 22 114

 Tel. 0761/092527      Fax. 0761/1710336

Mail: polissformazione@gmail.com

Mail: segreteria.polissformazione@gmail.com  

 

Decalogo Sicurezza nel frigorifero

Luglio 06, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

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In occasione di Expo Milano 2015 e viste le alte temperature che stanno colpendo il nostro territorio il ministero della Salute ha realizzato un decalogo ad hoc che indica come utilizzare il frigorifero al fine di evitare un possibile deterioramento.images

 

1. Verifica la temperatura all’interno del tuo frigorifero: Mantieni la temperatura interna del frigorifero intorno ai 4-5 °C (sulla mensola centrale) per conservare nel modo migliore i tuoi cibi. Colloca il frigorifero lontano da fonti di calore. Aprilo solo al bisogno e richiudilo in tempi brevi. I modelli più recenti dispongono di un display che riporta la temperatura interna del frigorifero: se il tuo non è così equipaggiato, poni un normale termometro sui diversi ripiani e scomparti: in questo modo potrai verificarne l’efficienza e regolarne la potenza, abbassando la temperatura interna.

2. Ricorda che ogni zona del frigorifero mantiene temperature diverse: Il punto più freddo del frigorifero è la mensola più bassa, subito sopra il cassetto per le verdure (circa 2 °C), mentre la parte meno fredda è rappresentata dallo sportello. Tuttavia, poiché i frigoriferi di nuova generazione hanno differenti sistemi di refrigerazione, solo il libretto delle istruzioni può darti indicazioni precise e corrette sulla gestione degli spazi interni.

3. Non conservare gli alimenti oltre la loro data di scadenza: Per i prodotti da conservare in frigorifero si parla di “scadenza”: è la data entro la quale un alimento può essere venduto e deve essere consumato. La data deve riportare, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Entro tale data il produttore garantisce la salubrità e le caratteristiche organolettiche del prodotto. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità. Viene indicato con la dicitura “da consumarsi entro”: è importante verificare questa data al momento dell’acquisto e durante la conservazione domestica ed eliminare i prodotti scaduti dal frigorifero.

4. Ricorda che ogni alimento ha la sua “temperatura di conservazione” : Carne e pesce devono sostare nella parte più fredda (solitamente il comparto più in basso). Il pesce eviscerato e lavato, deve essere consumato entro 24 ore. La carne ha tempi di conservazione diversi a seconda del tipo di taglio e composizione: deve essere consumata entro 24 ore se macinata, entro 48 ore se di pollo o tacchino, entro 3 giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere. La parte centrale (di solito 4-5 °C) è adatta a uova, latticini, dolci a base di creme e panna e agli alimenti da conservare in frigorifero “dopo l’apertura”. Nella zona a temperatura maggiore (di solito il cassetto nella parte bassa) si conservano le verdure e la frutta che possono essere danneggiate da temperature troppo basse; vanno consumate rapidamente per evitarne il deterioramento. Le mensole all’interno della porta sono i punti più caldi del frigorifero e sono destinati ai prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (es. bibite, burro).

5. Il frigorifero non è indicato per qualsiasi alimento: Alcuni alimenti non hanno bisogno di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne danneggiati, come per esempio la frutta esotica, gli agrumi (il freddo può farli diventare amari), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine; il pane diventa raffermo più velocemente con le basse temperature. Frutta e verdura che devono ancora maturare devono essere conservate a temperatura ambiente.

6. Non riporre mai in frigorifero alimenti caldi:Se cucini, lascia raffreddare completamente le pietanze prima di riporle in frigorifero: eviterai condense e bruschi innalzamenti di temperatura sul ripiano.

7. Fai attenzione alle cross-contaminazioni: Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere consumati: questo ti permetterà di evitare che microrganismi, eventualmente presenti nei primi, vengano trasferiti ad alimenti che non subiranno più trattamenti termici prima del consumo.

8. Utilizza contenitori puliti e chiusi: È sempre buona norma conservare gli alimenti in contenitori puliti o nelle confezioni originali, perché queste riportano la scadenza e indicazioni utili per la conservazione. Anche i cibi preparati in casa devono essere conservati con cura in contenitori puliti e con coperchio. Prima di chiudere i contenitori è buona norma attendere il raffreddamento del contenuto per evitare che il vapore si condensi sul coperchio ricadendo sul cibo. Evita di riporre gli alimenti semplicemente su di un piatto: potresti vedere gocce di liquido cadere da un ripiano a quello sottostante.

9. Pulisci regolarmente l’interno del frigorifero: Puoi utilizzare prodotti specifici o semplicemente acqua e bicarbonato e/o aceto. Mantenere il frigorifero pulito e senza accumuli di ghiaccio sulle pareti ne assicura il perfetto funzionamento e il mantenimento della temperatura di refrigerazione. Il libretto di istruzioni del tuo elettrodomestico ti indicherà come effettuare una corretta manutenzione.

10. Non cedere alla tentazione di fare scorte troppo abbondanti: Evita di sovraccaricare il frigorifero con troppi alimenti: quando fai la spesa ricorda sempre quanto può contenere. L’aria fredda al suo interno deve poter circolare liberamente intorno ai cibi. Se non c’è sufficiente spazio tra i prodotti, l’aria non riuscirà a circolare e la corretta distribuzione della temperatura verrà ostacolata. Pratica sempre la FIFO (First In, First Out) “chi prima entra, prima esce”. Per facilitare questa buona pratica, abituati a riporre gli alimenti acquistati di recente sotto o dietro a quelli già presenti.

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opuscolo Ministero della Salute – (.pdf)

[ Tratto da: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_190_allegato.pdf ]

 

DURC Online: come verificare la regolarità contributiva

Luglio 06, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

Ha preso il via il 1° luglio 2015 il DURC Online, la nuova procedura che comporta la dematerializzazione del Documento Unico di Regolarità Contributiva e la sua gestione telematica. A partire da tale data la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili, avviene con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare.

 

Soggetti abilitati

Per utilizzare la procedura informatica i soggetti abilitati, o delegati, devono essere registrati ed essere in possesso di utenza e password/PIN. Si tratta delle stesse credenziali di accesso già in possesso per l’utilizzo dello Sportello Unico Previdenziale sui portali di INPS e INAIL. Più in particolare, per ora possono effettuare la verifica di regolarità contributiva esclusivamente i seguenti soggetti:

  • imprese o lavoratori autonomi, in relazione alla propria posizione contributiva, anche per il tramite dei consulenti del lavoro e degli altri soggetti abilitati ex L. 12/1979;
  • soggetti aggiudicatori, gli organismi di diritto pubblico e le stazioni appaltanti;
  • Organismi deputati al rilascio delle attestazioni SOA;
  • Amministrazioni Pubbliche procedenti in materia di verifica di idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi;
  • Amministrazioni Pubbliche procedenti, i concessionari ed i gestori di pubblici servizi che agiscono ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.

 

Successivamente verranno abilitati ad eseguire la verifica anche:

  • tutti coloro che vi abbiano interesse, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo;
  • le banche e gli intermediari finanziari, previa delega da parte del soggetto titolare del credito, in relazione alle cessioni dei crediti certificati.

Come consultare il DURC Online

Una volta autenticato, l’utente può scegliere tra tre opzioni:

  • consultare la regolarità;
  • visualizzare la lista delle richieste;
  • richiedere il DURC ONLINE.

In caso di richiesta di regolarità, all’istanza verrà attribuito un nuovo numero di protocollo. Nell’ipotesi in cui il sistema dovesse verificare che è già pervenuta una precedente richiesta, all’utente sarà fornito il numero di protocollo già assegnato.

 

Esito verifica

Nel caso in cui venga riscontrata un’irregolarità l’impresa verrà invitato a sanarla entro 15 giorni. L’invito alla regolarizzazione verrà effettuato entro 72 ore. In caso di esito positivo della verifica viene generato il DURC online in pdf. La comunicazione con l’esito della richiesta verrà inviato all‘indirizzo PEC fornito dall’utente al momento dell’accesso alla procedura.

Vantaggi

Il vantaggio per le imprese è che d’ora in poi possono chiedere il rilascio immediato del DURC, purché siano in regola con il pagamento dei contributi, semplicemente collegandosi al servizio online messo a disposizione da INPS, INAIL e Casse Edili.

Il nuovo DURC mantiene la validità di 120 giorni dalla data effettuazione della verifica. Previsto unperiodo transitorio, fino al 31 dicembre 2016, di utilizzo della vecchia procedura per alcuni casi specifici e per eventuali gravi malfunzionamenti del sistema online. I DURC richiesti prima dell’entrata in vigore del decreto e in corso di validità potranno essere utilizzati secondo la disciplina previgente.

VAI DIRETTAMENTE AL PORTALE INPS > Elenco di tutti i servizi INPS

 

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[ Tratto da : DURC Online: come verificare la regolarità contributiva ]

Jobs Act: decreto attuativo semplificazioni per la sicurezza sul lavoro

Luglio 06, 2015 By: PolissFormazione Category: Senza categoria

Approvazione decreto attuativo Jobs Act sulle agevolazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

L’11 giugno il Governo ha approvato, in via preliminare, il decreto attuativo delJobs Act legge n. 183 del 10 dicembre 2014, recante collocazioni di miglioramento ed agevolazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Rimasto, invece, in esame il decreto per il miglioramento e le agevolazioni dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale.

Vediamo quali sono le modifiche fondamentali del decreto legislativo, riportate sul sito del Consiglio dei Ministri.

  •  riduzione dei membri della Commissione consultiva per la salute e la sicurezza sul lavoro
  •  modifica della combinazione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per l’organizzazione nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  •  inserimento di una nuova normativa di ricostituzione della Commissione e un rinnovamento delle funzioni ad essa istituzionalmente attribuite
  •  nuovi strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio, collocati per i datori di lavoro, da parte dell’Inail, in concomitanza con le aziende sanitarie locali tramite il Coordinamento Tecnico delle Regioni.
  • evoluzione del processo di acquisizione delle informazioni per il calcolo del premio assicurativo attraverso un servizio apposito che si trova sul sito dell’Inail.
  • esonero per il datore di lavoro della trasmissione del certificato infortunio e del certificato di malattia professionale, tramite via telematica all’Inail.
  • il datore di lavoro ha il compito diretto si svolgere il primo soccorso prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche per le aziende che superano i 5 dipendenti
  • comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza delle indicazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con diagnosi superiore a 30 giorni a carico dell’Inail, escludendo il datore di lavoro.
  • revoca dell’obbligo del registro infortunio, segnalando l’abolizione dell’obbligo, collegata, nei propositi del legislatore, alla diffusione del decreto interministeriale istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

 

[ Tratto da: Jobs Act: decreto attuativo semplificazioni per la sicurezza sul lavoro  ]